Gli auguri di don Nicola Mobilio per la Festa della Donna

Carissime sorelle,
in questa domenica di Quaresima che coincide con la giornata dell'8 marzo, la liturgia ci fa un dono immenso: ci porta al pozzo di Sicar, facendoci assistere al dialogo meraviglioso tra Gesù e la donna Samaritana. Non potremmo avere un'immagine più profonda per farvi i miei auguri.
Nel Vangelo di oggi vediamo una donna che va al pozzo a mezzogiorno, l'ora più calda, perché ha paura degli sguardi della gente. Si sente giudicata per la sua vita e le sue fragilità. Ma al pozzo trova un Uomo che la stava già aspettando. Gesù non la cataloga, non le fa pesare i suoi errori. Gesù la accoglie e la ama così com'è. E proprio perché si sente amata e non giudicata, questa donna trova il coraggio di dire la verità su se stessa, di chiedere aiuto dicendo «Signore, dammi di quest'acqua», e di saziare finalmente quella sete profonda che portava nel cuore.
Care donne, quante volte anche voi portate i pesi delle vostre famiglie, delle vostre fatiche o delle incomprensioni sentendovi giudicate o dovendo dimostrare di essere sempre forti e autosufficienti? L'augurio che vi faccio oggi è di trovare il coraggio di chiedere aiuto quando l'anfora è troppo pesante, ma soprattutto di non dimenticare mai come vi guarda il Signore.
C'è un dettaglio stupendo nel Vangelo: la Madre Maria sotto la croce, la Samaritana al pozzo e Maria Maddalena al mattino di Pasqua sono le uniche tre figure a cui Gesù si rivolge chiamandole direttamente: «Donna». In un tempo in cui le donne non avevano alcuna funzione sociale o giuridica, Gesù si fida di voi. Siete state voi le prime a ricevere l'annuncio della speranza e a diventare missionarie della gioia.
Vi invito, allora, ad abitare le vostre crisi e le vostre fatiche non con la paura, ma col dialogo, affinché le ferite possano diventare canali dove passa l'amore di Dio.
Sentitevi sempre amate dal Signore.
Vi porto nella mia preghiera e vi affido a Maria, affinché vi custodisca sotto il suo manto.
Buona festa a tutte voi!
Che il Signore vi benedica.
Amendolara, 08 marzo 2026
don Nicola Mobilio
