Epifania del Signore

07.01.2026

Con la solenne celebrazione di ieri, martedì 6 gennaio 2026, la comunità della parrocchia Madonna della Salute ha vissuto il culmine delle festività natalizie nella Solennità dell'Epifania, in comunione con la Chiesa universale che a Roma ha celebrato la chiusura dell'ultima Porta Santa, sancendo la conclusione ufficiale del Giubileo del 2025. La liturgia, presieduta dal parroco don Nicola Mobilio e concelebrata da don Franco Gimigliano, con l'assistenza del diacono don Vincenzo Gentile, ha offerto una riflessione capace di unire l'antica sapienza dei Magi alle sfide del cuore moderno.

Don Nicola ha aperto la sua meditazione distinguendo con chiarezza l'aspetto gioioso e goliardico della giornata dalla sua profonda essenza spirituale, spiegando che l'Epifania — termine greco che indica la «manifestazione» — celebra un Dio che non nasce per pochi eletti, ma per l'intera umanità.

Riprendendo le parole di san Paolo, il parroco ha sottolineato come l'annuncio del Vangelo sia destinato a tutte le genti, inclusi i lontani e coloro che spesso si sentono ai margini della vita ecclesiale: «La nascita di Cristo non riguarda soltanto chi crede in lui, ma riguarda tutti. In San Paolo, l'annuncio del Vangelo è per tutte le genti, per i lontani, per chi non frequenta, per gli eretici. Cristo non può essere relegato a pochi eletti».

Al centro dell'omelia è stata posta la suggestiva figura dei Magi, descritti non come maghi dediti all'occulto, ma come ricercatori e "sognatori" capaci di alzare lo sguardo al cielo. Don Nicola ha offerto una profonda riflessione sull'etimologia della parola desiderio, legandola al termine latino de-sidera, ovvero la mancanza delle stelle: è proprio quando sentiamo questa assenza che siamo spinti ad alzare gli occhi per cercarle. I Magi sono dunque l'immagine di chi ha il coraggio di mettersi in movimento, contrastando la tentazione di restare fermi a piangersi addosso: «Noi ci piangiamo sempre addosso perché non abbiamo più la voglia e la capacità di sognare. Abbiamo perso la bellezza del sogno. Ci manca proprio la capacità di levare lo sguardo verso l'alto».

In un efficace contrasto, il parroco ha citato la figura di Erode, il quale, pur avendo la salvezza a soli nove chilometri di distanza, rimane prigioniero della paura che quel Bambino possa rubargli il trono o "fregargli la poltrona". Mentre Erode è paralizzato dai propri affari, i Magi gioiscono perché hanno avuto il coraggio di fidarsi di Dio e sognare in grande: «Si turba soltanto chi non sogna, gioisce chi ha il coraggio di alzare lo sguardo e di sognare alla grande».

Un momento di particolare rilevanza ecclesiale è stato il richiamo alla conclusione del Giubileo del 2025, avvenuta proprio ieri con il rito solenne compiuto dal Santo Padre. Don Nicola ha lasciato un monito importante alla comunità, spiegando che se insieme alla Porta si chiudessero anche la speranza e la misericordia, l'Anno Santo sarebbe stato solo un evento di facciata: «Si chiude la Porta, ma deve stare aperta la speranza che ha animato il Giubileo perché se insieme alla Porta Santa chiudiamo anche la speranza e la misericordia è stato soltanto un Giubileo di facciata. Insieme alla Porta lasciamo aperti i nostri cuori alla speranza». L'invito è stato dunque quello di mantenere i cuori aperti affinché la grazia ricevuta in questo anno straordinario continui a operare nel quotidiano.

La parte finale della celebrazione è stata dedicata interamente ai bambini, dai chierichetti ai più piccoli dell'assemblea, sui quali il parroco ha invocato una speciale benedizione. Don Nicola ha ringraziato Gesù per essersi fatto piccolo a Betlemme, chiedendo protezione per l'innocenza dei fanciulli affinché possano crescere in sapienza, età e grazia. A rendere ancora più gioiosa la giornata è stata l'apparizione della Befana in chiesa al termine della funzione. Con un gesto di affetto e vicinanza, la simpatica vecchina ha distribuito cioccolatini e omaggi a tutti i piccoli presenti, trasformando la solennità liturgica in una festa di famiglia che profuma di casa e di speranza.


Nunzio Bartolini

Responsabile Comunicazione