Fede, unità e una "bella follia": le parrocchie di Amendolara si incontrano alla Cappella dell'Annunziata

25.03.2026

La devozione mariana e il desiderio di comunione si sono rivelati più forti delle rigide temperature atmosferiche. Ieri sera, martedì 24 marzo, la comunità di Amendolara ha vissuto un momento di intensa spiritualità e di ritrovata unità in occasione della vigilia della Solennità dell'Annunciazione del Signore.

Il programma si è aperto alle 19.30 con la fiaccolata partita dalla chiesa parrocchiale della Madonna della Salute ad Amendolara Marina. Attraversando le strade spazzate dal vento freddo, il corteo ha raggiunto la storica Cappella dell'Annunziata, dove è avvenuto l'emozionante incontro con la processione proveniente da Amendolara Paese, che portava con sé il venerato quadro raffigurante l'Annunciazione del Signore.

A sigillare questo momento di profonda fraternità è stata la Santa Messa celebrata all'aperto, presieduta congiuntamente da don Nicola Mobilio, parroco della parrocchia "Madonna della Salute", e da don Vincenzo Santalucia, parroco della parrocchia "Santa Margherita Vergine e Martire".

Durante la celebrazione, don Nicola ha proposto ai fedeli presenti tre brevi ma densi spunti di riflessione.
Il primo pensiero è stato di sincera gratitudine: «Nonostante il freddo e le temperature rigide, è bello non rinunciare a queste tradizioni e ritrovarsi qui come rappresentanti delle due comunità. È un segno tangibile di unità attorno al mistero dell'Annunciazione. Ringrazio tutti voi per la presenza e ringrazio in modo particolare don Vincenzo per aver permesso che in questo luogo le nostre due parrocchie si incontrassero».

Il secondo passaggio si è soffermato su quella che il parroco ha definito una "bella follia": «Agli occhi di chi ci guarda dal di fuori, potremmo passare per pazzi. Trenta o quaranta persone riunite al freddo e al vento per una Messa all'aperto. Ma fin dalle origini i cristiani sono stati accusati di follia. La nostra non è una mancanza di senno, ma il desiderio di manifestare, pur con sacrificio, l'amore profondo per la Vergine Maria e per il Signore».

Infine, l'affondo teologico sul mistero del giorno: «La Chiesa nasce sotto la croce e si sviluppa a Pentecoste, ma viene concepita nel momento dell'Annunciazione. Il "sì" di Maria ha permesso l'entrata nella storia del Verbo di Dio. Se Dio non si fosse fatto carne, assumendo il nostro linguaggio, il nostro corpo e la nostra volontà – tranne che nel peccato – noi non avremmo mai potuto conoscerlo. Avremmo seguito un alieno, un extraterrestre. Invece, facendosi prossimo a ciascuno di noi, ci ha permesso di raggiungere la vetta della divinità».

Al termine della celebrazione eucaristica, prima di impartire la benedizione finale, don Nicola ha voluto lanciare un accorato appello per la tutela del patrimonio artistico e spirituale locale, puntando l'attenzione proprio sull'edificio che ha ospitato la liturgia.

«È un peccato far perdere i dipinti e i bellissimi affreschi storici custoditi all'interno di questa Cappella – ha affermato il parroco –. La struttura non è di proprietà della parrocchia, appartiene a privati e quindi non possiamo gestirla o decidere autonomamente. Ma se chi di dovere vorrà darsi da fare per tutelare questo patrimonio storico che appartiene a tutta Amendolara, noi come comunità ci saremo. Il mio non è un "armiamoci e partite": se si deciderà di intervenire, da parte nostra ci sarà tutta la collaborazione e il contributo possibile».

La serata si è poi conclusa con i ringraziamenti istituzionali al sindaco e all'Amministrazione comunale per il costante supporto garantito in queste occasioni di cammino e di fede, prima del rapido scioglimento dell'assemblea per trovare riparo dal freddo pungente della serata.


Nunzio Bartolini

Responsabile Comunicazione

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