Festa di Sant'Antonio di Padova ad Amendolara Marina

14.06.2026

La preghiera corale dei fedeli, la statua del santo portata in processione dalla chiesa fino alla sua cappella e le strade della Marina di Amendolara animate dal calore della comunità. È così che ieri, sabato 13 giugno, si sono svolti i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio, culminati con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco don Nicola Mobilio e concelebrata da don Nicola Vilotta. Alla liturgia e ai riti ha preso parte anche l'Amministrazione Comunale, a testimonianza del profondo legame che unisce le istituzioni civili e la parrocchia in queste occasioni di forte identità e devozione.

Eppure, dietro la bellezza della celebrazione, dei riti e della profonda devozione popolare, si nasconde una provocazione fortissima che don Nicola ha voluto consegnare a tutti i presenti durante l'omelia. Una riflessione netta e necessaria sul senso stesso della santità.

«Il termine santità non si addice solo a chi sta già nelle nicchie e che noi preghiamo o portiamo in processione», ha esordito il parroco. La vera santità, ha spiegato don Nicola, è innanzitutto una fedeltà quotidiana al Vangelo. Non è una prerogativa di pochi eletti a discapito di altri, ma un cammino che inizia per ciascuno di noi il giorno del Battesimo. I miracoli li fa solo Dio; ai cristiani è richiesta, prima di tutto, un'aderenza seria e concreta ai principi evangelici.

Il passaggio più forte dell'omelia ha riguardato la scelta di Gesù di affidare l'annuncio della Parola a uomini tutt'altro che impeccabili. Guardando ai Dodici Apostoli, don Nicola ha ricordato come nessuno di loro avesse un «curriculum di santità»: da Pietro che lo avrebbe rinnegato, a Matteo che era un pubblicano (considerato all'epoca un peccatore pubblico che rubava per conto dei Romani), fino a Giuda che lo tradì. Eppure, Gesù ha fondato l'annuncio del Vangelo proprio sulla fraternità di questi uomini fragili.

«Oggi per noi sarebbe uno scandalo se chi annuncia il Vangelo avesse dei reati alle spalle, perché viviamo nella società del perbenismo», ha affermato con forza don Nicola. «Il Signore non sa che farsene di cristiani perbenisti, che sorridono a tutti ma poi dentro di evangelico non hanno nulla. Il Vangelo non è per le persone di plastica o per chi vive un perbenismo di facciata». La Parola è per chi riconosce il proprio limite, per chi cade ma è capace di rialzarsi, sentendosi amato e perdonato. Come ha sintetizzato il parroco in una frase che racchiude il senso dell'intera giornata: «Dio non sceglie i migliori, ma rende migliori coloro che sceglie».

Subito dopo, la preghiera ha lasciato spazio al momento di festa comunitaria. Grazie all'ottima organizzazione del Comitato Feste, la serata si è animata con l'intrattenimento musicale e lo stand gastronomico, dove i presenti hanno potuto ritrovarsi e gustare i tradizionali Crispi. Infine, a suggellare questa giornata vissuta tra fede e spirito di famiglia, il cielo di Amendolara si è illuminato con l'atteso spettacolo dei fuochi pirotecnici.


Nunzio Bartolini

Responsabile comunicazione - Parrocchia Madonna della Salute

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