Il mistero della Croce emoziona Amendolara: grande partecipazione per la Passione Vivente

Il freddo pungente e le rigide temperature della sera di sabato 28 marzo non hanno minimamente scalfito la profonda devozione della comunità di Amendolara Marina. Sfuggendo alla frenesia del nostro tempo, una grande folla si è riunita per partecipare alla Rappresentazione della Passione Vivente, un appuntamento che ha unito meditazione, arte e preghiera in un'unica, intensa esperienza spirituale.
Gli spazi parrocchiali si sono trasformati per l'occasione in una vera e propria Gerusalemme a cielo aperto. L'azione scenica ha preso il via nel cuore di Piazza Madonna della Salute, dove figuranti in abiti storici hanno dato vita ai drammatici momenti del processo e della condanna di Gesù. Da lì, il lento e sofferto cammino verso il Golgota ha costeggiato l'intero perimetro della chiesa parrocchiale. Tra le cadute di Cristo sotto il peso della croce, gli incontri carichi di dolore e i colpi dei soldati, l'assemblea ha seguito i protagonisti in un silenzio intimo e partecipe.
L'apice dell'emozione è stato raggiunto sul sagrato della chiesa, divenuto il palcoscenico naturale per la crocifissione. Lì, davanti alla croce innalzata nel buio della sera, i fedeli hanno potuto meditare su come il più terribile strumento di morte si sia trasformato, per i cristiani, nel simbolo supremo di amore e salvezza.
Dietro la perfetta riuscita di questa Via Crucis c'è stato il lavoro corale e appassionato di un'intera comunità. A fine serata, le animatrici hanno voluto rivolgere un pensiero colmo di gratitudine a tutti coloro che si sono messi in gioco. Ma il plauso più grande è andato ai ragazzi del Gruppo Giovani, veri motori dell'iniziativa, definiti affettuosamente dei 'diesel': «ci mettono un po' a carburare, ma quando partono danno grandi soddisfazioni e lavorano non solo per se stessi, ma per tutta la comunità».
A tirare le fila di questa serata di grazia, prima della benedizione finale, è stato il parroco don Nicola Mobilio, che si è unito agli applausi per gli attori e per gli organizzatori, consegnando però ai presenti un forte monito in vista dei riti pasquali:
«Quello che abbiamo fatto questa sera non è soltanto un'opera teatrale, o il vedere da lontano ciò che è capitato a Gesù. È una meditazione seria e profonda sulla sua passione. La rappresentazione ci introduce chirurgicamente nei misteri che inizieremo a celebrare da domani con la Domenica delle Palme. Proprio per questo vi invito a vivere tutta la Settimana Santa non da semplici spettatori, ma da protagonisti attivi. Quello che abbiamo vissuto oggi nelle intenzioni diventi ora concretezza e fedeltà per arrivare fino al cuore della nostra fede».
Nunzio Bartolini
Responsabile Comunicazione
