Il racconto della conferenza sulla Sacra Sindone

La Novena in onore della Madonna della Salute non è fatta solo di preghiere e devozione, ma è anche il luogo in cui la fede si interroga, incontra la cultura e cerca di "dare ragione della speranza che ci abita". È con questo spirito che ieri sera, giovedì 6 agosto, la chiesa parrocchiale della Madonna della Salute ha ospitato l'attesa conferenza sulla Sacra Sindone.
La serata, inserita nel contesto dell'ostensione della riproduzione fotografica del Sacro Lino, è stata un viaggio affascinante guidato dalle preziose e complementari relazioni del Prof. Quintino Pitrelli e della docente Anna Maria Cirigliano.
Prima di addentrarsi tra le trame della storia e della scienza, l'incontro si è aperto con un momento di inaspettata e profonda riflessione culturale. Il moderatore della serata, il giornalista Vincenzo La Camera, ha voluto dedicare il pensiero di apertura a Francesco Guccini, il grande cantautore scomparso proprio ieri all'età di 86 anni.
Con lui, ha ricordato La Camera, si chiude una delle pagine più nobili della canzone d'autore italiana. Eppure, il motivo per ricordarlo in una chiesa va oltre la musica: pur essendo un uomo agnostico e non credente, Guccini ci ha regalato una delle più struggenti preghiere laiche del Novecento, «Dio è morto». Un brano del 1965 che, mentre subiva la censura della televisione di Stato, trovò un'inaspettata accoglienza sulle frequenze di Radio Vaticana, benedetto dall'approvazione di Papa Paolo VI che seppe riconoscere in quelle note un potentissimo inno alla speranza. Un esempio meraviglioso di come la ricerca della verità e del divino possa abitare anche nei cuori di chi si dichiara lontano dalla fede.
Dopo gli interventi dei relatori, che hanno scandagliato gli aspetti storici e medici della Sindone, le conclusioni sono state affidate al parroco, don Nicola Mobilio. Il cuore del suo intervento si è concentrato sul profondo legame tra il reperto sindonico e le Sacre Scritture. Pur ribadendo che non spetta alla teologia stabilire con certezza assoluta l'autenticità matematica del lenzuolo, don Nicola ha ricordato una celebre frase di Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». E sulla Sindone, gli indizi che combaciano alla perfezione con il racconto degli Evangelisti sono innumerevoli. Questo telo è la conferma visibile che quanto scritto nei Vangeli non è un'invenzione, ma una solida verità.
Per spiegare cosa accadde davvero la mattina di Pasqua, don Nicola ha guidato i presenti in una raffinata esegesi del Vangelo di Giovanni, soffermandosi sulle sfumature di significato che la lingua greca utilizza per il verbo «vedere».
Al sepolcro vuoto ci sono tre modi diversi di guardare. C'è il «vedere» di Maria Maddalena, uno sguardo fermo all'apparenza di una pietra spostata. C'è poi il «vedere» di Pietro, che entra nel sepolcro con la razionalità e la logica, cercando di analizzare la scena senza però arrivare a credere. E infine c'è il «vedere» del discepolo amato, Giovanni: uno sguardo illuminato dall'amore, l'unico capace di scorgere, in un'assenza fisica, la Presenza del Risorto.
Ma cosa vide esattamente Giovanni per iniziare a credere? Non un corpo trafugato, come sostenuto dai detrattori del Cristianesimo nel corso dei secoli. Il Vangelo specifica che le bende e i teli funerari (gli othonia) erano «afflosciati», svuotati. Se qualcuno avesse rubato il cadavere di Gesù, avrebbe dovuto srotolare le bende, sbavando inevitabilmente le macchie di sangue. Invece, la Sindone ci mostra che quelle macchie sono intatte, come se il corpo si fosse smaterializzato, passando attraverso il tessuto in una frazione di secondo: la firma inequivocabile della Resurrezione.
Solo guardando a quel lenzuolo con «gli occhi dell'amore» del discepolo Giovanni, ha concluso don Nicola ringraziando il moderatore e i relatori, possiamo davvero comprendere la grandezza della Pasqua e accogliere, anche noi oggi, il mistero della salvezza.
Nunzio Bartolini
Responsabile comunicazione - Parrocchia Madonna della Salute
