La memoria che si fa impegno: Amendolara ospita il convegno contro lo sfruttamento

04.07.2026

Una giornata che segna un punto di partenza per l'intero territorio. Questa mattina, la parrocchia "Madonna della Salute" ha accolto il convegno regionale della C.E.C. dal tema «Lavoro libero, dignitoso e sicuro». Un evento che non è stato solo una commemorazione, ma l'inizio di un impegno concreto e strutturale a tutela della dignità umana.

La mobilitazione si è aperta con un momento di silenzio e raccoglimento presso la stazione di servizio IP sulla Strada Statale 106. Lì, dove un mese fa un drammatico incendio ha spezzato le vite di Amin Fazal Khojani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad e Waseem Khan, è stata deposta una corona di fiori.

Un gesto accompagnato dalla preghiera, che il Vescovo Francesco Savino, Vicepresidente della CEI e Vescovo della Diocesi di Cassano all'Jonio, ha voluto definire come «un simbolo per recuperare speranza e fiducia proprio nel luogo in cui quattro braccianti sono stati arsi vivi, un gesto per il quale non bastano aggettivi a qualificarne la gravità».

Presenti a questo momento di profondo rispetto anche il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, la Sindaca di Amendolara, Maria Rita Acciardi, e numerose autorità civili e militari.

Subito dopo, l'evento si è spostato all'interno dei locali della parrocchia Madonna della Salute per l'attesa tavola rotonda moderata dalla giornalista Monica Tripodi. Ad accogliere le numerose autorità e i partecipanti è stato il parroco, don Nicola Mobilio, il quale ha messo a disposizione gli spazi della comunità per ospitare questo fondamentale momento di ascolto e riflessione collettiva.

I lavori sono stati introdotti dal saluto del Vescovo Fortunato Morrone, Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, che ha voluto offrire uno sguardo di speranza richiamando il magistero sociale della Chiesa: «Il messaggio cristiano è la "bella notizia" che Dio continua a fidarsi di noi. Le istituzioni, indipendentemente dai ruoli, stanno insieme oggi perché la grandezza dell'umano possa emergere nonostante le tragedie».

A spiegare il senso profondo della giornata è stato il Vescovo Giuseppe Alberti, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e delegato C.E.C. per il Lavoro, la Giustizia e la Pace. Ha sottolineato come il ricordo del 1° giugno non possa scivolare nel silenzio della cronaca, ma debba innescare un lavoro sinergico tra Chiesa, istituzioni e territorio: «Il lavoro non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita. L'obiettivo è intraprendere un dialogo aperto che si traduca in percorsi reali di accompagnamento per chi è costretto a vivere privato di tutele e diritti».

Un appello alla lucidità e all'analisi del territorio è arrivato poi da don Giacomo Panizza, fondatore della Comunità Progetto Sud. Don Giacomo ha ricordato all'assemblea che non basta fermarsi all'individuazione dei responsabili materiali della strage: occorre avere il coraggio di comprendere e smantellare l'intero ecosistema economico, sociale e relazionale che rende possibile l'isolamento, il ricatto e lo sfruttamento nei campi.

A dare corpo e voce ai temi trattati è stata la toccante testimonianza di Moses, giovane papà di 21 anni originario del Togo e residente ad Amendolara dallo scorso autunno. Il suo racconto ha portato al centro dell'assemblea le speranze, i sacrifici e le enormi difficoltà quotidiane vissute da tanti lavoratori migranti.

Al tavolo, che ha visto anche gli autorevoli interventi dell'Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, il Vescovo Giovanni Checchinato, e del Presidente della Camera di Commercio di Cosenza Klaus Algieri, si è unita la presenza solidale di numerosi vescovi (tra cui il Vescovo Maniago e il Vescovo Aloise) e dei rappresentanti istituzionali dei Comuni della Diocesi.

Un evento di grande rilevanza attraverso il quale la comunità ecclesiale e civile rinnova il proprio impegno, affinché dall'ascolto di queste drammatiche realtà possa germogliare un seme di vera giustizia per la Calabria.

Nunzio Bartolini
Responsabile comunicazione - Parrocchia Madonna della Salute

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