Messaggio di auguri di don Nicola Mobilio per la Santa Pasqua

05.04.2026

La pietra è già ribaltata: l'Amore ha vinto la morte

Gli auguri per la Santa Pasqua del parroco don Nicola Mobilio


Carissimi fratelli e sorelle,

dopo le fatiche, i silenzi e la grazia del cammino quaresimale, giungiamo anche quest'anno al mattino radioso della Santa Pasqua. È il cuore pulsante della nostra fede, il vertice della nostra speranza, il momento in cui il buio del sepolcro e il non-senso del dolore vengono squarciati dall'annuncio più sconvolgente di tutta la storia: Cristo è risorto, la morte è stata definitivamente sconfitta.

Eppure, so bene che spesso arriviamo a questa festa portando nel cuore le nostre stanchezze. Conosciamo intimamente i macigni che pesano sulle nostre vite, sulle nostre famiglie e sulle nostre relazioni. Conosciamo le preoccupazioni per il futuro, le fragilità fisiche e spirituali, le incomprensioni che alzano muri tra di noi, i silenzi che allontanano, le crisi in cui a volte ci sentiamo irrimediabilmente intrappolati. Molto spesso, nel segreto delle nostre giornate, assomigliamo alle donne del Vangelo che si recano al sepolcro alle prime luci dell'alba: camminiamo con il cuore pesante, domandandoci con angoscia: "Chi ci rotolerà via la pietra dall'ingresso del sepolcro?".

Ma il mistero della Pasqua ci consegna una certezza incrollabile che capovolge ogni logica umana: la pietra è già stata ribaltata. Il Signore non ci aspetta nei sepolcri dei nostri fallimenti, dei nostri rimpianti o delle nostre paure. Egli ci precede nella vita di ogni giorno, invitandoci a uscire dalle nostre chiusure.

Come abbiamo meditato più volte in queste settimane, per vivere veramente la Pasqua dobbiamo avere il coraggio di compiere un passo fondamentale: fare verità dentro di noi. Non c'è risurrezione se continuiamo a indossare le maschere dell'apparenza, se ci accontentiamo di un cristianesimo di facciata o se, come il fariseo nel tempio, usiamo la preghiera per sentirci migliori degli altri. Il Signore Risorto ci ama così come siamo, con le nostre ferite e le nostre povertà, e proprio per questo ci chiede di abbandonare l'illusione di essere perfetti per accogliere la grazia di essere perdonati.

E c'è un'altra grande verità che questa domenica di luce ci grida a gran voce: la condizione per la risurrezione è l'amore. Gesù ha sconfitto la morte perché ha amato fino alla fine, donando tutto se stesso. L'amore è l'unica energia capace di far saltare i sigilli delle nostre tombe interiori. Se vogliamo veramente risorgere dalle nostre piccole o grandi morti quotidiane, dobbiamo avere il coraggio di tornare ad amare. Un amore vissuto senza calcoli e senza tornaconto, capace di farsi prossimità, accoglienza e perdono.

Sogno per la nostra parrocchia una "Pasqua comunitaria" e perenne. Desidero una comunità che non sia un freddo distributore di sacramenti, ma una famiglia di famiglie, capace di scorgere i segni del Risorto nel volto di chi fa più fatica. Abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza del prenderci cura gli uni degli altri, chinandoci sulle ferite del fratello con delicatezza, senza fretta e senza giudizio. Nessuno cammina da solo nella Chiesa: le fatiche di uno sono le fatiche di tutti, così come la gioia di uno deve diventare la festa di tutti.

In questo giorno in cui la Vita trionfa, il mio pensiero affettuoso e la mia preghiera di pastore raggiungono ogni angolo della nostra comunità, entrando idealmente in ciascuna delle vostre case:

Il mio primo augurio va alle nostre famiglie: che il Risorto sieda alle vostre mense, custodisca il vostro dialogo e vi doni la grazia di essere luoghi dove si impara ogni giorno l'arte difficile e meravigliosa del perdono. Non stancatevi mai di tessere la pace domestica.

Un augurio speciale ai nostri anziani e agli ammalati: voi siete le radici e il tesoro prezioso di questa comunità. Che possiate sentire forte la carezza e la forza consolatrice del Cristo vivo. La vostra sofferenza, unita a quella della Croce, è già misteriosamente avvolta dalla luce della Pasqua.

Guardo poi ai nostri giovani: ragazzi, non lasciatevi rubare la speranza. Il Signore crede in voi più di quanto voi crediate in voi stessi. Abbiate l'audacia di sognare in grande, di non accontentarvi mai di traguardi mediocri e di spendere la vostra giovinezza per ideali alti. La Pasqua vi ricorda che siete nati per il cielo, non per il fango.

Infine, mi rivolgo a chi si sente solo, a chi è stanco, a chi ha perso la fiducia o si sente lontano dalla fede: la porta del cuore di Dio, così come quella della nostra parrocchia, è sempre aperta. Che la luce di questo mattino possa asciugare ogni lacrima, lenire ogni delusione e rimettervi dolcemente in cammino.

Non abituiamoci mai al miracolo della Pasqua. Non lasciamo che diventi solo una bella tradizione. Lasciamoci sorprendere dall'amore di Dio, lasciamoci rinnovare dal suo perdono, lasciamoci abbracciare dalla sua misericordia.

Affido ciascuno di voi alla Vergine Maria, la Madre che ha saputo restare in piedi sotto la croce e che ha gioito in silenzio nel mattino di Pasqua. Con Lei impariamo a custodire la speranza anche quando tutto sembra perduto.


Buona e Santa Pasqua di Risurrezione a tutti voi e ai vostri cari!

Che il Signore vi benedica, vi custodisca e faccia brillare il Suo volto su di voi.


Pasqua 2026


don Nicola Mobilio

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