Via Crucis di quartiere

21.02.2026

La devozione popolare si fa strada tra i rioni. Ad Amendolara Marina, la preghiera quaresimale è uscita dalle mura della chiesa per farsi compagna di cammino tra le abitazioni. Nella serata di venerdì 20 febbraio ha infatti preso il via uno degli appuntamenti spirituali più sentiti e attesi dalla comunità: la tradizionale Via Crucis di quartiere.

Alle 21 in punto, la croce ha varcato il portone principale della parrocchia, dando inizio a un pellegrinaggio intimo e corale tra i luoghi della quotidianità cittadina. Questo primo itinerario ha interessato il lato nord del paese, con un corteo che si è incamminato verso la zona dell'ex Magnani, per poi fare ritorno in chiesa. Al rientro, radunati sul sagrato per la benedizione finale, il parroco don Nicola Mobilio ha tracciato il bilancio di una serata segnata da temperature rigide e vento sferzante, ma riscaldata da una grande fede.

«La breve sofferenza di questa sera per il freddo non è minimamente paragonabile a quanto Gesù ha vissuto sulla via del Calvario – ha sottolineato don Nicola – ma ci ha permesso di unirci spiritualmente alla Sua croce. Abbiamo sperimentato un po' la follia dei santi: loro sono stati tutti un po' "pazzi" per aver amato Dio fino al punto da fare cose grandi. Stasera anche noi, nello sfidare queste temperature, siamo stati un po' folli nel senso buono».

Ad arricchire questa Via Crucis è stata la scelta di farsi accompagnare da riflessioni autografe di Carlo Acutis. Al termine del cammino, don Nicola ha racchiuso il senso profondo di quei pensieri, scritti dal giovane Beato tra i 12 e i 15 anni, consegnandone due alla comunità come bussola per il tempo quaresimale:

  • Da fotocopie a originali: citando la celeberrima frase «Tutti nasciamo originali, ma molti muoiono come fotocopie», don Nicola ne ha svelato l'intimo senso teologico. «Siamo nati a immagine e somiglianza di Dio. L'immagine è l'originale in noi, ma con il peccato perdiamo la somiglianza e diventiamo fotocopie sgranate. Tutti, a causa delle nostre fragilità, siamo un po' fotocopie, ma il tempo di grazia della Quaresima serve proprio a questo: a fare il passaggio inverso, tornando a essere gli originali con cui siamo stati creati».

  • Lo sguardo rivolto a Cristo: la seconda riflessione è un invito ad alzare gli occhi: «Chi abbassa lo sguardo su se stesso è triste, chi lo punta verso Dio è felice». «Noi siamo inconsistenti, fragili come le onde del mare sbattute dal vento – ha ricordato il parroco –. Se distogliamo lo sguardo dalla croce e puntiamo solo su di noi saremo tristi; se puntiamo lo sguardo sul Crocifisso saremo eternamente felici, perché noi passiamo, ma Cristo resta».

Il cammino penitenziale lungo i quartieri di Amendolara proseguirà per tutto il tempo di Quaresima. La prossima tappa è fissata per venerdì 27 febbraio, sempre alle 21. Il percorso si snoderà questa volta nella zona sud del paese, muovendo dalla chiesa parrocchiale per raggiungere il panificio Tufaro e fare rientro.

Consapevole che l'orario serale, il freddo pungente o gli impegni lavorativi possano rappresentare un ostacolo alla partecipazione, specialmente per le persone più anziane, la parrocchia ha garantito anche quest'anno una valida alternativa comunitaria. Ogni venerdì di Quaresima, alle 16.30, il pio esercizio della Via Crucis viene celebrato regolarmente all'interno della chiesa. Un modo per assicurare a tutti, nessuno escluso, la possibilità di vivere appieno questo momento di preparazione spirituale in vista della Pasqua.


Nunzio Bartolini

Responsabile Comunicazione